Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo
Edifici per attività culturali e ricreative - Musei ed edifici per esposizioni
Michele De Lucchi
2003, gennaio
2005, aprile
2005, aprile
Milano (Italia), Triennale, Palazzo dell'Arte
Fondazione La Triennale di Milano
Gadola, Milano
E. Del Drago, La Triennale di Milano. Design, territorio, impresa, Luca Sossella Editore, 2004
S. Annicchiarico (a cura di), Il Museo del Design e la nuova Triennale, Electa, 2008
842 mq
Progetto preliminare, definitivo, esecutivo e dir. lavori.

Progetto architettonico e Direzione Artistica: Michele De Lucchi
Progetto esecutivo e Direzione Lavori: Emmanuele Villani
Progettista impianti e direzione lavori: Michele Santoro
Collaboratori: Marcello Biffi, Andrea Cocco, Silvia Figini, Aya Matsukaze, Silvia Suardi

La nuova scala esterna recupera il valore ambientale e funzionale del portico e degli spazi coperti ed aperti, da questo circoscritti. Questo luogo, in origine terrazza esterna del ristorante, veniva utilizzato anche per concerti, spettacoli e manifestazioni di vario genere fino al disuso degli anni Settanta: è stato recuperato per restituire dignità e decoro, oltre che una diretta relazione con la caffetteria all’interno dell’edificio. E’ stato necessario lo smantellamento delle fatiscenti reti antivolatile e il ripristino dell’intradosso del plafone di copertura del porticato, e di seguito la pulitura e il restauro delle lastre in granito di rivestimento, segnate da innumerevoli irrispettose applicazioni di impianti e decorazioni succedutesi negli anni. E’ stato recuperato l’originario lastricato in beola bianca, precedentemente ricoperto da una pesante pavimentazione flottante in piastre di cemento, e ripristinata la trama sottostante compreso un motivo semicircolare in elementi di laterizio giallo e rosa sabbiato di disegno originario. Laddove il danno alle lastre si è presentato irrecuperabile o dove le lastre non esistevano ormai più, come nella fascia centrale, ove in passato sono state rimosse per fare posto ad un massetto di calcestruzzo, si è proceduto con la loro sostituzione e integrazione, ricercando pietre di analoghe caratteristiche. La ricostruzione di una nuova pedana espositiva ha portato alla demolizione della precedente pista da ballo e alla formazione di una nuova struttura, realizzata con un telaio di acciaio zincato e un pavimento in lastre di porfido dalla particolare forma allungata che conferisce leggerezza all’insieme e separa dal Parco.
La scala, da alloggiare all’interno dell’ala meridionale del colonnato di Muzio, collega direttamente la caffetteria con il parco ricucendo il dissolto rapporto di simbiosi che con questo aveva il Palazzo dell’Arte. Si è pensato ad un volume che abbia la giusta proporzione con il porticato e in particolar modo con l’interno dell’ala che lo racchiude. Il disegno è coerente con le masse del portico e di tutto l’edificio, armonizza con il portico e stabilisce il giusto rapporto proporzionale. La sua struttura è in acciaio, con quattro travi, aventi le caratteristiche di una trave multipla, ossia una spezzata poggiante sulla pavimentazione, in basso, senza necessitare di fondazioni, e sulla facciata, scaricando sulle strutture verticali le azioni di spinta e di taglio. La scala è rivestita in assi di legno di rovere grezzo ma protetto agli agenti atmosferici, al fuoco, agli aggressori organici da uno specifico olio prodotto da Riva 1920. Il legno, che nel tempo ha assunto un meraviglioso color cuoio, trasferisce la sensazione di un intervento non invasivo, reversibile e allo stesso tempo monumentale e in sintonia con la ricchezza del contesto.
Nell’ambito degli interventi sul versante del Parco, il ripristino della pavimentazione del terrazzo del Salone d’Onore si presentava in origine come una semplice manutenzione. L’esigenza di garantire una protezione del triportico sottostante dall’acqua e di rendere nuovamente calpestabile il lastricato del terrazzo ha comportato invece un’approfondita ricerca filologica di selezione dei materiali da utilizzare e sul disegno da adottare nella posa: per quanto riguarda i materiali si è scelto un clinker selezionato, con un disegno ricostruito sulla base della documentazione fotografica disponibile. Sul bordo prospiciente il giardino sono state ripristinate le lastre di beola bianca come all’origine, rendendo così ordinato l’affaccio dal Salone verso il parco.

   
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Scala al giardino
Ph. Alessandra Chemollo, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Scala al giardino
Ph. Alessandra Chemollo, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Scala al giardino
Ph. Emmanuele Villani, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Portico con passerella in legno (da progetto originario)
Ph. Emmanuele Villani, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Portico con passerella in legno (da progetto originario)
Ph. Emmanuele Villani, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Scala al giardino
Ph. Emmanuele Villani, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Portico con passerella in legno (da progetto originario)
Ph. Emmanuele Villani, fotografia digitale
 
Triennale di Milano. Scala al giardino, portico e terrazzo, Milano (Italia), 2003 - 2005
Michele De Lucchi, matita su carta
 

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