Padiglione Zero
Edifici per attività culturali e ricreative
aMDL - Michele De Lucchi
Angelo Micheli (project director), Marcello Biffi, Alessandra De Leonardis, Agnieszka Drews, Silvia Figini

Francesco Faccin (modello)
2012, maggio
2013, agosto
2015, aprile
 
Milano (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015
Expo Milano 2015 Spa
P&I Project Integrator
Costruttore metallico: C.M.S. Integrator
Expo Milano 2015. Padiglione Zero, "Interni", aprile 2015, pp. 154-155
Padiglione Zero, ”Area”, n. 155, novembre-dicembre 2017, pp. 54-63   
Padiglio Zero e Expo Center, “IoArch”, n. 8, maggio
2015, pp. 44-45
Lignius, Premio Nazionale per le migliori architetture in legno (Italia), premio speciale – segnalazione della giuria, 2017
Wallpaper* Design Award (United Kindom), best building site, 2015
10.440 mq (superficie del lotto)
7.400 mq (superficie costruita)
Curatore: Davide Rampello

Progetto di allestimento e scenografia: Giancarlo Basili, con Simone Cumella
Progetto illuminotecnico: Aldo Solbiati
Progetto grafico: Studio Cerri & Associati
Coordinamento progettuale: Fiera Milano spa
Progetto strutturale e impiantistico: Ing. Maurizio Milan (Milan Ingegneria Srl)
Computi: Ing. Giovanni Molteni (Milan Ingegneria Srl)
Progettazione esecutiva: ITECO Italian Engineering Company srl
Direzione lavori: Italferr Spa

Padiglione espositivo realizzato in occasione di Expo Milano 2015. Si tratta di un'architettura di grandi dimensioni perché simbolo dell'evento. 

Il Padiglione Zero è il primo che si incontra nella visita all'Expo arrivando dagli ingressi Ovest. È il padiglione dedicato a introdurre il tema "Nutrire il pianeta-Energia per la vita" e racconta ai visitatori la ricchezza di aspetti insiti in questo titolo.
È concepito come una porzione di crosta terrestre ordinatamente tagliata e sollevata per invitare a entrare in profondità nelle conoscenze e nei segreti del pianeta. Ha forma rettangolare e occupa un'area di circa 10.000 mq. Dal punto di vista costruttivo è realizzato a scalinate in assito di abete parzialmente percorribili che si rifanno alla schematizzazione delle curve di livello adottate per disegnare i rilievi  del terreno. La stratificazione delle curve riproduce il suolo terrestre, con montagne, colline e una grande valle centrale ospita il tavolo Pangea, formato da tanti tavoli combinati in un unico puzzle. Pangea è la ricostruzione dall'aspetto del pianeta in quell’epoca nella quale terre, oceani, uomini e natura erano una cosa unica.
All’interno sono riprodotte dieci grotte in un’atmosfera di penombra che ben evidenzia gli allestimenti. Ogni area è dedicata a una diversa produzione culturale dell'uomo.

Pavilion 0 is the first to greet visitors arriving at Expo Milan from the west entries. Assigned to introduce the theme of “Feeding the Planet – Energy for Life”, the pavilion tells visitors about the wealth of aspects inherent in this title.
It is conceived as a portion of the earth’s crust, neatly cut and raised as an invitation to delve into our knowledge of the planet and its secrets. The rectangular pavilion occupies an area of about 10,000 sqm. From the constructional point of view, it consists of spruce board and partly practicable tiers, resembling the schematized contours used to indicate ground reliefs. The stratification of curves reproduces the earth’s crust, with mountains, hills and a broad central valley. It is also host to Pangea, with multiple tables forming a puzzle-shaped combination. Pangea is a reconstruction of what the planet might have looked like when lands, oceans, men and nature were all one.
Reproduced inside the pavilion are ten caves in a semi-darkness against which the exhibits stand out clearly. Every area is dedicated to a different human cultural product.
La crosta è una cosa strana: normalmente si forma da sola e si genera per trasformazione della materia stessa. E fa forma. Una crosta di sporco si forma un po’ per volta, strato dopo strato e lascia il segno del tempo nelle sedimentazioni successive. Non viene in un colpo solo come a Pompei  dove la lava è diventata una crosta che ha cancellato tutto e per secoli e secoli. La crosta di lava fa proprio pensare a quanto importante e delicata è questa crosta sopra la quale mettiamo i piedi e che impedisce di scottarci sulla incandescente massa magmatica che alla fine dei conti è la nostra palla roteante.Abbiamo dedicato il progresso ad andare sulla Luna e ad esplorare l’universo, ma cosa abbiamo sotto i piedi ancora lo conosciamo poco.  E’ un mistero vicino vicino, qualche centinaio di metri sotto di noi e altrettanto grande quanto quello che vediamo  a un miliardo di anni luce lontano sopra la testa.La crosta è il nostro paesaggio, il nostro ambito di vita, l’obiettivo di tutte le salvaguardie possibili, il più tenero e delicato. La crosta delle colline, dei monti, delle pianure che, come muschio, produce foreste e vegetazioni, fili d’erba e alberi, colori, frescure profumate. Quando è che ci accorgeremo di quanto vale e quanto ci serve? Per fortuna che la natura è più forte degli uomini e rimane la speranza che prenda il sopravvento e sia lei alla fine a decidere cosa è giusto e cosa sbagliato, chi debba sopravvivere e chi perire  - sempreché non sia tutto il genere umano.La crosta è il nostro ambiente, il nostro paesaggio, il nostro palcoscenico dove recitare il ruolo che preferiamo.Merita il più importante museo della terra, anzi, non esiste ancora e non esisterà mai un museo importante a sufficienza e in ogni caso speriamo proprio che in un museo non vada a finire, ma rimanga sempre lì e sempre più bella a disposizione di tutti.(Michele De Lucchi, 05 aprile 2014)

The crust is a strange thing: normally it is formed by itself through the gradual transformation the matters surface. Thus becoming the shape. A crust of dirt will form time by time, layer by layer, leaving its mark in the subsequent seams of sedimentation. It does not come in one fell swoop as in Pompeii where the lava has become a crust that has erased everything and for centuries and centuries.This crust of lava lets us think how important and delicate is the crust on which we walk as it protects us from the red hot core on which our planet rotates.We have dedicated our progress to go to the moon and explore the universe, but we know little of what we have under our feet. It is a mystery so close , a few hundred metres below us and is just as great as what we see a billion light years away above our heads. The crust is our landscape, our sphere of life, the goal of all possible safeguards, the most tender and delicate. The crust of the hills, the mountains, the plains, covered in moss that produces forest and vegetation, grass and trees, colors, and fragrant fresh air. When its there we realize what it’s worth and how much we need it. Fortunately nature is stronger than men and we can only hope that it takes over and at the end will decide what is right and what is wrong, who is to survive and what will die - unless of course it is the whole human race. The crust is our environment, our landscape and our stage where we outplay our preferred roles. It deserves to be in most important museum of the earth, however it does not yet exist and will never exist because there can never be a museum so important, and in any case I hope that will never become a museum, but rather remain always more beautiful and available to everyone.(Michele De Lucchi, April 5th 2014)
   
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano, 2012 - 2015
Ph. Tom Vack, fotografia digitale
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
Ph. Tom Vack, fotografia digitale
 
Padiglione Zero, Fiera Milano Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano, 2012 - 2015
Modello concettuale in rovere realizzato da Riva 1920
Ph. Tom Vack, fotografia digitale
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
Modello realizzato da Wahhworks
Ph. Tom Vack, fotografia digitale
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
Modello realizzato da Wahhworks
Ph. Tom Vack, fotografia digitale
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita e matite colorate su carta
 
Padiglione Zero, Expo 2015 Spa, Rho (Italia), sito espositivo di Expo Milano 2015, 2012 - 2015
Michele De Lucchi, matita su carta
 

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