Museo di Cluny. Concorso
Edifici per attività culturali e ricreative - Musei ed edifici per esposizioni
Michele De Lucchi
2016, aprile
2016, luglio
non realizzato
Paris (France), Boulevard Saint-Michel
OPPIC (Operateur du Patrimoine et des Projets Immobiliers de la Culture)
Arredi museali: Goppion
Illuminazione: Artemide
9.000 mq
Concorso ad inviti 

Progetto: architetto Michele De Lucchi S.r.l. - Michele De Lucchi
Collaboratori di progetto: Alberto Bianchi (responsabile di progetto), Davide Angeli (responsabile di progetto), Simona Agabio, Greta Rosset

Progetto strutture, impianti, computi: SAS Mizrahi – Eric Bournique

Oggetto del concorso è il nuovo allestimento del Museo di Cluny dedicato al Medioevo. Situato nel cuore di Parigi, il Museo è ospitato all’interno di un edificio tutelato, costituito da diverse parti storiche: le Terme Romane, l’Hotel Particulier Medioevale e il nuovo edificio di accoglienza, in corso di realizzazione, che darà più visibilità al museo, accogliendo i visitatori da Boulevard Saint Germain. Questo cambiamento ha richiesto un intero ripensamento del percorso museale e un nuovo allestimento per valorizzare le collezioni di Monsieur Sommerard, antico proprietario e collezionista delle arti del Medioevo. Il concorso, oltre alla rivisitazione dei percorsi e all’accessibilità alle persone diversamente abili, prevede uno studio particolareggiato dell’allestimento di tre stanze: 

- la sala dedicata all’arte Merovingia con l’esposizione di preziosi ori in vetrinette appositamente studiate;

- la sala dedicata all’arte Romanica con piedistalli aerei a satellite che permettono l’esposizione di capitelli e reperti di 4 cattedrali dell’Ile di France;

- una sala dedicata alle vetrate colorate delle cattedrali francesi e della nota Saint Chapelle, con un suggestivo sistema espositivo retroilluminato.
C'è una regola che vale più delle altre nei musei come nella vita, l'unica che ci può permettere di riguadagnare speranza in questa situazione così conflittuale che si è venuta a creare. È la regola del rispetto, del rispetto per le persone così come delle cose, degli oggetti del passato che ci raccontano la storia dell'uomo, della sue follie e della sua saggezza. Il rispetto per la storia introduce in un nuovo modo di guardare al presente per tentare di capire le dinamiche non sempre logiche, non sempre assurde che regolano la nostra evoluzione. Il Medio Evo raccoglie in una manciata di secoli momenti di grande luminosità e di altrettanto grande oscurità, in un alternarsi che spiega molto del fascino misterioso di quest'epoca. È una rara e straordinaria opportunità immergersi nella magica atmosfera del Museo di Cluny e percepire sulla pelle il valore del rispetto per la storia e la sua potenza nel generare relazioni tra persone e cose, tra civiltà passate e presenti.
Il criterio del rispetto è sicuramente il più efficace e risolutivo che soddisferà gli studiosi e attrarrà i visitatori rendendo le sale fertili ambienti di conoscenza. Particolarmente qui, nel Museo di Cluny, dove la densità, la ricchezza e l'intensità dell'esposizione sono caratteristica distintiva.

1. Rispetto per gli edifici e gli oggetti in esposizione separando quanto più possibile  l'architettura storica dai reperti.

2. Rispetto per gli ambienti interni valorizzando i muri originali, romani e medioevali.

3. Rispetto per i visitatori favorendo la circolazione attraverso un percorso semplice e intuitivo (anche per i portatori di handicap) e fornendo un apparato informativo esaustivo.

4. Rispetto per i reperti curando gli aspetti conservativi ed evitando che i supporti occupino eccessivo spazio visivo opprimendo l'importanza delle opere.

5. Rispetto per la storia garantendo la disposizione cronologica del percorso suggerita dai curatori.

6. Rispetto per l'evoluzione futura del museo favorendo la flessibilità dell'impianto espositivo e illuminotecnico.

Come molti musei anche il Museo del Medioevo è in un bellissimo palazzo. Diversamente da molti è in più un palazzo che si addice perfettamente al tema, è straordinario per storia e magnificenza in altrettanto straordinaria posizione nel pieno centro di Parigi. Merita una visita per quello che è, indipendentemente dai preziosi reperti che custodisce, con le sorprendenti vestigia romane e la sovrastruttura gotica che ci raccontano mille anni di civiltà antica, dagli imperatori romani  ai monaci cistercensi.
Il percorso interno è un continuo alternarsi di ambienti di epoche diverse, dalle sale alte, spaziose e luminose con i possenti muri di cotto e pietra alle cupe atmosfere delle sale con gli scuri solai in legno. Dopo la risistemazione attualmente in corso si aggiungeranno anche altre sale vetrate e luminose di evidente modernità. L'insieme ne guadagnerà in efficienza e confortevolezza e potrà far fronte a un cospicuo numero di visitatori del tutto meritato. L’esposizione sarà riordinata cronologicamente, ottimizzata la conservazione e la sicurezza, riqualificata la presentazione dei reperti più preziosi e ripristinato l’impianto di l'illuminazione.
Tecnicamente per semplicità e chiarezza si potrebbero distinguere i reperti in quattro grandi categorie. Le pietre, gli arazzi, le vetrate e gli oggetti. Ogni categoria chiaramente necessita di istallazioni specifiche e richiede scenografie che considerino tutti i criteri sopra descritti e non ultimo quello dell'impatto emozionale sul visitatore. Tra tutte le scenografie merita distinguere e approfittare delle natura specifica di ciascuna sala, valorizzando le atmosfere a la luce naturale con reperti che non necessitano di accortezze conservative e destinando quelle a luce artificiale alle esposizioni che richiedono più tutela e un clima raccolto per dare evidenza agli oggetti piccoli, preziosi e deperibili.
Le pietre, il più delle volte reperti di architettura o di decorazione esterna, trovano sistemazione ideale nella grandi sale di impianto romano, con luci naturali diffuse, zenitali, che ne esaltano la monumentalità. I muri romani di mattoni e pietra sono lo sfondo più bello e autentico, impossibile da ricostruire. È probabilmente necessaria un’opera di ripulitura per eliminare qualche incrostazione cementizia e gli impianti elettrici di recente istallazione. I supporti progettati sfruttano la stabilità prodotta dalla combinazione strutturale. Le colonne in ferro sono collegate al piede auto-sostenendosi senza ingombrare il pavimento con pedane. L’effetto è quanto mai leggero e anche reperti di considerevole peso e dimensione, come i capitelli di San Genevieve, sono sistemati con il minimo ingombro fisico e visivo.
Gli arazzi necessitano di grandi spazi espositivi a disposizione e richiedono particolare attenzione sotto l’aspetto conservativo per la tensione delle fibre e per l’intensità della luce.
Le vetrate, estrapolate dal loro ambente originale, diventano oggetti e come tali devono essere presentati. Inutile ricostruire ambientazioni che frusterebbero ulteriormente la mancata antica proporzione. Possono essere magnificamente sistemate sospese, con supporti quanto più possibile esili e invisibili. Trattando con attenzione la luce ambientale e quella retrostante prodotta da sottili elementi luminosi, le vetrate si possono osservare mirabilmente.
Gli oggetti, sia quelli più preziosi che quelli più semplici, testimonianza della vita quotidiana, hanno bisogno di essere valorizzati e spiegati con adeguati apparati informativi. Sono il più delle volte sistemati all'interno di vetrine protettive. Meritano una collocazione con “controbase” (alzatina)  che li isolano dai reperti vicini e creano un proporzionato spazio di rispetto. La descrizione e le informazioni sulla provenienza, l’uso originale, l’epoca, i materiali e i disegni di complemento sono sistemati in pannelli separati di immediata comprensione, ben illuminati e di facile lettura. Saranno ben distinti i reperti che meritano essere semplicemente ammirati da quelli che necessitano essere studiati e capiti  per la loro funzione d'uso. (Michele De Lucchi, 2016)
   
 
Museo di Cluny, OPPIC, Paris (France), Boulevard Saint-Michel, 2016 - non realizzato
Sala 01. L'antichità e il primo medioevo
 
Museo di Cluny, OPPIC, Paris (France), Boulevard Saint-Michel, 2016 - non realizzato
Sala 02. L'epoca dei grandi monumenti - l'arte romanica
 
Museo di Cluny, OPPIC, Paris (France), Boulevard Saint-Michel, 2016 - non realizzato
Sala 02. L'epoca dei grandi monumenti - l'arte romanica
 
Museo di Cluny, OPPIC, Paris (France), Boulevard Saint-Michel, 2016 - non realizzato
Sala 02. L'epoca dei grandi monumenti - l'arte romanica
 
Museo di Cluny, OPPIC, Paris (France), Boulevard Saint-Michel, 2016 - non realizzato
Sala 08. La Saint Chapelle
 

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