Traliccio per l'alta tensione
Product design
Achille Castiglioni, Michele De Lucchi
1998
1999
in corso
Enel Distribuzione
Sono previsti un rivestimento con impiallacciatura in legno e supporti per la posa di uccelli. Il progetto adotta una tecnologia convenzionale con tubi commerciali flangiati.
Peso stimato 26,1 t
C. Bini, I tralicci Enel belli come sculture, e Tralicci griffati, colline sale, “La Nazione”, 27 ottobre 1999
P. Santoro, Il traliccio è firmato, “Donna” (“La Repubblica”), 16 November 1999
D. Pecchioni, Tralicci d’autore sulle colline fiorentine, “Panorama Casa”, 28 novembre 1999
Red., Tralicci firmati per la Toscana, “La Repubblica”, 13 febbraio 2000
Red., Arrivano i pali d’autore, “La Repubblica”, Milan, 27 febbraio 2000
T. Santi, L’arte corre sul filo, “Il Corriere di Prato”, 14 gennaio 2000
S. T., Tralicci artistici, “il Giornale della Toscana”, 14 gennaio 2000
Red., I tralicci dell’Enel? Ora sono opere d’arte,“La Nazione”, 14 gennaio 2000
F.P., Design ad alta tensione,“Ottagono", 136, febbraio-marz, 2000, pp. 64-65
G. Bosoni, La” forma” degli elettrodotti tra design, architettura e paesaggio, “Domus”, n. 827, giugno 2000
I. Ciuti, Tralicci firmati da designer per le colline del Chianti, “La Repubblica-Firenze”, 27 ottobre 2000
E. Arosio, Più che un Traliccio è un’opera d’arte, “L’Espresso”, 3 febbraio 2000
M. Bazan Giordano, Gli alberi dell’Enel, “L’Arca”, n. 147, 2000
I tralicci dell’Enel? Ora sono opere d’arte, "La Nazione", 14 gennaio 2000
Castiglioni-De Lucchi, "Modulo", 274, settembre 2001, pp. 712-713
M. Gabbiano, L'architetto che vuole portare la luce in banca , (supplemento “Affari e Finanza”) “La Repubblica”, 31 Marzo 2003
A. Colonetti, Michele De Lucchi, il mio design nasce in un pollaio, “Corriere Design” (“Corriere della Sera”), 5 aprile 2003
G. Agnolini, C'è dell'energia nell'architettura, “Nuova Energia”, n. 1, marzo/aprile 2003
2008
Ripensare le reti dell'alta tensione, "Io Architetto, n. 13, gennaio, pp. 1-2

S. Suardi, Michele De Lucchi. Dopotolomeo, catalogo della mostra, Skira, Milano, 2002
F. Bulegato, S. Polano, Michele De Lucchi. Comincia qui e finisce lĂ , Electa, 2004
II Triennale Design Museum, "Serie Fuori Serie", Triennale Design Museum, Milano (Italia), 21 marzo 2009 - 28 febbraio 2010
Concorso ad inviti "Sostegni per l'ambiente" (I premio, ex aequo)
Progetto di Achille Castiglioni e Michele De Lucchi con Geert Koster e Sezgin Aksu.
Ingegnerizzazione: Luca Varesi e Giorgio Piliego

I sostegni delle linee elettriche ad altissima tensione utilizzati dalle aziende elettriche sono generalmente progettati dalle stesse aziende elettriche in funzione delle specifiche esigenze di servizio, suscitando talvolta problematiche di compatibilitĂ  ambientale che aumentano parallelamente all'accrescersi della sensibilitĂ  nei confronti del paesaggio.
Enel giĂ  da qualche anno sta rivedendo i criteri progettuali delle proprie linee elettriche sulla base della loro interazione con l'ambiente: ogni qualvolta viene costruito un elettrodotto, infatti, si cerca di razionalizzare le linee dell'area interessata, accorpando e abbattendo le linee preesistenti.
Al fine di ricercare anche strutture in linea con gli arredi urbani e meno intrusive in ambiente naturale Enel ha bandito il concorso internazionale "Sostegni per l'ambiente", affidando a grandi architetti l'ideazione e la progettazione di tralicci che non siano percepiti unicamente come manufatto industriale, ma siano rivisitati in chiave di design artistico, sottraendoli alla condanna della mera funzionalitĂ  e della banalitĂ  estetica.
Al concorso hanno partecipato importanti architetti e designer di valenza internazionale, quali aldo Aymonino, Achille Castiglioni, Michele De Lucchi, Norman Foster, Giorgetto Giugiaro, Corrado Terzi, Jean Michel Wilmotte.

Per la progettazione Enel non ha posto alcuna specifica limitazione nè di forma, nè sull'uso dei materiali. Le specifiche tecniche richieste hanno solo riguardato la normativa applicabile, l'altezza minima dal suolo dei conduttori e le distanze tra i cavi, gli angoli di schermatura delle funi di guardia e i carichi trasmessi dai conduttori.
I progetti presentati sono stati sottoposti ad una prima verifica di fattibilitĂ  tecnico economica da parte di una Commissione Enel. Tutte le proposte sono state idonee.

Il pregio estetico e l'interazione con l'ambiente rurale e con le linee suburbane è quindi stato giudicato da una giuria di esperti nominati dai Ministeri dell'Ambiente, dei Lavori Pubblici, per i Beni e le AttivitĂ  Culturali insieme ad esponenti del mondo della cultura e di Enel.

Pur nella complessiva positiva valutazione dei progetti in gara, sono risultati vincitori a pari merito il progetto degli Studi Castiglioni/De Lucchi e dello Studio Foster and Partners.


In occasione della presentazione del progetto vincitore del concorso fu allestita una mostra alla Triennale di Milano.
I progetti e i modelli dei "Sostegni per l'ambiente", ospitati nel novembre 1999 dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, sono stati successivamente esposti con una mostra al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, dal 13 gennaio al 3 febbraio 2000.

Una maquette del Traliccio Enel Ă¨ stata esposta alla seconda edizione del Triennale Design Museum dal titolo "Serie Fuori Serie", a cura di Andrea Branzi, dal 21 marzo 2009 al 28 febbriao 2010.
Disegnare i tralicci è stato un interessante sfida con la tecnologia e l’ingegneria costruttiva sia per me che per Achille Castiglioni e non possiamo negare che all’inizio eravamo alquanto spaventati.
Nella nostra professione di architetti e designer ci è capitato spesso di impegnarci in progetti al limite con le discipline da noi professate ma un progetto così impregnato di matematica, tecnica di costruzione, calcoli statici, di industria e di cultura ancora non l’avevamo mai affrontato.
Sia Achille Castiglioni che io stesso siamo abituati a disegnare per le industrie e ci siamo abituati a soddisfare le loro esigenze indipendentemente dalla specificità professionale richiesta. Abbiamo disegnato edifici, interni, banche, negozi, ristoranti, prodotti, telefoni, lampade e computer e nel caso di Castiglioni ci si riferisce oggi ad una carriera di più di cinquant’anni di attività. Seppure in questo contesto appunto l’esperienza del progetto di un traliccio è stata totalmente nuova e grandemente affascinante per il convergere di impegno tecnico scientifico e culturale ambientale.
Può sembrare facile infatti sorreggere dei cavi che possono assomigliare a corde per distendere la biancheria: basta puntellarli qua e là che se ne stanno belli tranquilli ben alzati da terra. Ma fare questo con dei cavi dove corre l’elettricità è cosa ben diversa, al di là infatti del peso e dal movimento creato dal vento bisogna garantire la solidità della struttura anche in relazione ai possibili dislivelli del terreno, alle curve, alle angolazioni che una linea di alta tensione deve poter avere nel suo percorso. I carichi e le forze in gioco quindi diventano subito molto alti e un necessario margine di sicurezza appesantisce ulteriormente il calcolo strutturale.
Sin dall’inizio Achille Castiglioni ed io volevamo disegnare un pilone che non fosse fatto a traliccio: non ci sembrava giusto infatti, in un contesto di concorso internazionale presentarci con un traliccio semplicemente di forma diversa. Abbiamo quindi lavorato per trasformare il traliccio, composto da tanti pezzi tutti uguali, in una tenso struttura composta da puntoni e tiranti. E’ nato così il nostro “Sostegno per l’ambiente”, una struttura cioè non solo quanto mai semplice ma anche altrettanto trasparente.
La trasparenza è infatti il cuore del progetto stesso, non solo perché necessaria nel momento dell’installazione per mitigare al massimo l’impatto ambientale, ma anche perché sono proprio le cose più trasparenti quelle che meglio sanno comunicare innovazione, modernità, contemporaneità. Il nostro traliccio è composto da otto barre uguali, collegate ciascuna a coppia sia alla base che all’estremità producendo l’effetto di due cavalletti sovrapposti. Questa struttura è resa stabile da quattro tiranti che irrigidiscono con grande semplicità ed efficacia l’intera struttura.
L’impatto dell’intero oggetto è molto meno invasivo che in passato: la forma è semplice ma non banale, la standardizzazione percepibile ma non caratterizzante.
Le qualità più riconosciute a questo oggetto riguardano soprattutto la facilità di montaggio e posizionamento, l’economicità di produzione e di trasporto, la novità iconografica nel settore dei piloni ad alta tensione e l’uso di una tecnologia statica ancora poco applicata.
(Michele De Lucchi, gennaio 2000)
   
 
Achille Castiglioni e Michele De Lucchi, con Sezgin Aksu e Geert Koster, Traliccio per l'alta tensione, Enel Distribuzione, 1998-in corso
Modello in scala
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 10x12
 
Achille Castiglioni e Michele De Lucchi, con Sezgin Aksu e Geert Koster, Traliccio per l'alta tensione, Enel Distribuzione, 1998-in corso
Modello in scala
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 10x12
 
Achille Castiglioni e Michele De Lucchi, con Sezgin Aksu e Geert Koster, Traliccio per l'alta tensione, Enel Distribuzione, 1998-in corso
Modello in scala
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 10x12
 
Achille Castiglioni e Michele De Lucchi, con Sezgin Aksu e Geert Koster, Traliccio per l'alta tensione, Enel Distribuzione, 1998-in corso
Michele De Lucchi, matita su carta
 
Achille Castiglioni e Michele De Lucchi, con Sezgin Aksu e Geert Koster, Traliccio per l'alta tensione, Enel Distribuzione, 1998-in corso
 
Achille Castiglioni e Michele De Lucchi, con Sezgin Aksu e Geert Koster, Traliccio per l'alta tensione, Enel Distribuzione, 1998-in corso
 

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