Museo Civico Eremitani Concorso
Edifici per attività culturali e ricreative - Musei ed edifici per esposizioni
Michele De Lucchi
1999
1999
1999
Padova
Comune di Padova

Ingresso al Museo Civico Eremitani di Padova


Concetto: Una vetrina per il Museo


L’intero edificio del nuovo ingresso del Museo è in realtà un padiglione trasparente che protende verso il centro della piazza, una grande vetrina per il Museo.
Il Museo civico Eremitani ha infatti bisogno di un elemento di identità che non solo lo rappresenti, ma che anche sappia attrarre l’attenzione, metta in evidenza il Museo stesso, lo faccia vedere, lo faccia percepire come una cosa attiva e vitale. C’è bisogno quindi di un faro, di un oggetto luminoso e attraente che colpisca senza disturbare e impressioni senza infastidire. Oggi tutto deve avere un senso d’utilità, nulla può pretendere di esistere se non ha una funzione pratica: ecco allora la vetrina che fa vedere cosa succede in questo luogo, cosa si può visitare e permette di esporre oggetti, sculture, reperti oppure più semplicemente manifesti, stendardi, immagini.
Questa poi è la straordinaria vetrina di un istituto che vende cultura e storia e che appare straordinaria anche per la sua dimensione e conformazione. E’ l’intera sezione dell’edificio nella parte frontale, un grande volume che di notte si illumina  e si trasforma in un simbolo urbano.


Sistemazione esterna


Di per sé non è bello costruire in quella posizione: quel grande spazio, acquisito qualche decina di anni fa, proprio a fianco della facciata degli Eremitani, ha aperto così sorprendentemente il sagrato della chiesa verso i giardini che è un po’ un peccato pensare oggi di richiuderlo. Il padiglione trasparente non cancella questa apertura e permette di realizzare quanto necessario per l’ingresso del Museo senza interferire con le visuali prospettiche che oggi ci piacciono tanto.
La nuova costruzione, oltre agli intrinseci vantaggi legati all’ingresso del Museo favorisce anche un riordino della piazza e del sagrato, ripulendo e riorganizzando il percorso della strada e dei marciapiedi, ridefinendo la posizione dei vari ingressi della chiesa, dei giardini e del Museo stesso, risistemando i parcheggi e le aree di arrivo dei pullman. In particolare è stata ricostruita la geometria dei percorsi veicolari e pedonali, è stato tracciato un percorso con possibilità di sosta temporanea per i pullman turistici, è stata ridisegnata l’inferriata di protezione serale ai giardini, è stato progettato il nuovo ingresso (carrabile) al Museo in posizione tale da favorire il controllo di tutta l’area museale compresa la Cappella degli Scrovegni. Le diverse pavimentazioni distinguono le aree storiche del sagrato dai marciapiedi e dalla vasta area lasciata a disposizione pubblica tra l’ingresso al Museo e quello ai giardini. Abbiamo di principio favorito gli spazi ad uso pedonale.


Nuovo-vecchio


E’ una condizione sempre più frequente nell’architettura contemporanea confrontare storico e moderno in contesti molto ravvicinati. Il nostro edificio è una struttura in ferro, leggera e trasparente, che realizza un volume monovolumetrico e monomaterico che si confronta con la ricchezza e la bellezza della basilica, ma chiaramente distinto.
La maglia metallica che ricopre il  nuovo edificio, rafforza questo effetto e il suo colore naturale aiuta a mantenere in armonia  i colori di tutto il contesto.
Il materiale della struttura e del suo rivestimento inoltre sono totalmente in sintonia con il progetto di Albini sia per quanto esiste all’interno del chiostro sia per quel che è stato realizzato della scala. Il linguaggio formale chiaramente è diverso ma ogni opera raccoglie il senso della sua epoca ed oggi è importante che i nuovi spazi sappiano trasmettere un senso di flessibilità e di predisposizione al mutamento, che tocchino la sensibilità di oggi verso le cose trattate in modo minimale, senza orpelli e decorazioni, dove tutto abbia un senso logico perfettamente percepibile.


Distribuzione interna


L’ingresso è verso i giardini sia per favorire il controllo delle visite alla Cappella sia per mantenere più tranquillo il sagrato della chiesa. Tutto il percorso interno di ingresso al museo  è stato predisposto per poter utilizzare al meglio la scala preesistente; sulla destra verso il grande vano vetrina è sistemato il Museum-shop e sulla sinistra il grande banco accoglienza e le attrezzature pubbliche per la multimedialità.
Al primo piano, sotto le belle capriate, è prevista una sala esposizioni in affaccio sul vano vetrina e al piano interrato,la sala per conferenze, incontri o eventi.


Il confronto con il muro storico della chiesa


Il nuovo edificio si accosta ma non si appoggia alla basilica, lasciando uno spazio di rispetto, una intercapedine che divide il vecchio dal nuovo; in realtà l’intera struttura è concepita come costruzione a secco su una maglia completamente indipendente dal preesistente progetto di Albini. Il muro della chiesa rimane intatto nel suo attuale stato e viene recuperato come elemento di fondo: dall’interno sostituisce l’effetto di filtro della rete metallica e realizza un prezioso fondale che appare in tutta la sua ricchezza e particolarità.


Effetto notturno


Il padiglione di ingresso del Museo esprimerà il massimo del suo fascino soprattutto di notte quando potrà diventare realmente un oggetto luminoso che richiama e affascina con la sua presenza. Non sarà un oggetto abbagliante ma una visione discreta, emotivamente forte, che impressiona per la sua poesia e bellezza.

   
 
Michele De Lucchi, con Filippo Pagliani, Museo Civico Eremitani Concorso, Comune di Padova, Padova, 1999
Ph. Luca Tamburlini, Diapositiva, colore, 10X12
 
Michele De Lucchi, con Filippo Pagliani, Museo Civico Eremitani Concorso, Comune di Padova, Padova, 1999
Ph. Luca Tamburlini, Diapositiva, colore, 10X12
 
Michele De Lucchi, con Filippo Pagliani, Museo Civico Eremitani Concorso, Comune di Padova, Padova, 1999
 
Michele De Lucchi, con Filippo Pagliani, Museo Civico Eremitani Concorso, Comune di Padova, Padova, 1999
 
Michele De Lucchi, con Filippo Pagliani, Museo Civico Eremitani Concorso, Comune di Padova, Padova, 1999
 
Michele De Lucchi, con Filippo Pagliani, Museo Civico Eremitani Concorso, Comune di Padova, Padova, 1999
 

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