Museo Civico di Groningen. Sezione storica
Edifici per attivitĂ  culturali e ricreative - Musei ed edifici per esposizioni
Michele De Lucchi
1989
1990
1990
Groningen (Olanda)
CittĂ  di Groningen
F. Bulegato, S. Polano, Michele De Lucchi. Comincia qui e finisce lĂ , Electa, 2004
Groninger Museum, Groningen (Olanda)
15 disegni di Michele De Lucchi e un disegno di Geert Koster del progetto della Sezione Storica sono conservati al Groninger Museum

Ho conosciuto Alessandro Mendini quando era direttore della rivista Casabella e quando sulle pagine di questa rivista sosteneva le teorie, i progetti e le metafore della Architettura Radicale. Questa era una corrente che fondava il proprio messaggio e il proprio pensiero sulla ricerca del nuovo ruolo dell’architetto nella società.
Alessandro Mendini era uno dei protagonisti e mi aveva sempre affascinato con le sue teorie che nel tempo si sono trasformate in veri e propri progetti di architettura, molti dei quali sono stati anche realizzati.
Il Museo di Groniger di Alessandro e Francesco Mendini è sicuramente una di queste teorie diventate progetto ed è forse quella che meglio esprime la filosofia mendiniana.
Per Mendini il progetto è soprattutto stimolo creativo, non tanto però dell’autore quanto del fruitore e con le sue architetture Mendini dimostra che la creatività non è tanto sapersi esprimere quanto eccitare le espressività altrui.
Nel caso di Groniger Mendini ha messo a confronto se stesso e tre altri autori agendo da regista affinché il progetto mantenesse una propria unitarietà ma al contempo introducendo tensioni di direzioni opposte per dare al progetto stesso il massimo di dinamicità.
Io ero stato scelto come uno degli autori e ho dovuto confrontarmi con Coop Himmelbau, con Mendini stesso e con Philippe Starck che mi stava letteralmente sopra la testa perché la parte da lui progettata doveva essere una specie di cappella alla mia porzione di edificio che è fondamentalmente una base.
La forma era stata definita da Mendini stesso e ho potuto scegliere solamente il materiale che è stato il tradizionale mattone di cotto in parte ispirato anche dalle bellissime architetture di Berlage che sono proprio dall’altra parte del fiume. Mi riconosco molto in questa scelta così semplice e penso che possa bene integrarsi in questa ottica di dinamicità che Mendini richiedeva.


All’interno del mio edificio ho allestito l’esposizione della storia della città e del territorio di Gronigen sistemando i reperti storici in piccoli set che ambientano in sedici tappe il percorso dalla preistoria ai giorni nostri. Tutto l’allestimento è concepito sul tema della luce e il percorso dalla preistoria a oggi è anche il percorso dall’oscurità alla luce come se la storia fosse (è lo è sicuramente nell’immaginario comune) un pozzo profondissimo dove con un movimento a spirale più si procede verso il passato più si entra nell’oscuro e nel misterioso. Il percorso è possibile nella realtà sia in un senso che nell’altro cioè iniziando direttamente dal buio per arrivare gradualmente alla luce o viceversa partendo dalla luce e procedendo verso l’oscurità. La parte preistorica è letteralmente al buio, tanto è vero che abbiamo faticato molto a convincere gli organizzatori preoccupati soprattutto della sicurezza per i visitatori anziani e i bambini. Questa prima parte è immaginata come un tunnel all’interno di una “………….”, tipiche collinette di detriti della campagna attorno a Gronigen dove sono stati trovati i più importanti reperti preistorici.
Anche il colore partecipa alla creazione di questa suggestione di luce: il colore è direttamente il colore del cotto dei mattoni per sottolineare una specie di monomatericitĂ  di tutto il contenitore sia esso architettura o installazione. Lo stesso colore è però modulato da una tonalitĂ  rosso cupa  nella preistoria fino ad una tonalitĂ  arancio chiaro nella parte che riguarda l’epoca dalla ricostruzione dalla fine della guerra ad oggi.


Come volevano gli organizzatori e come abbiamo decisamente concordato la visita a questa sezione del Museo appare più come un evento raccontato su ideali piccoli palcoscenici piuttosto che non una noiosa visita museale: il tema è rendere emozionale i reperti che nella loro essenza faticano a rimandare all’epoca e al contesto ai quali appartengono. Gli organizzatori del Museo ma soprattutto i visitatori hanno dimostrato che questo approccio ha ben funzionato e che gli undici chioschi hanno ben saputo visualizzare e sintetizzare i secoli della storia di Gronigen.
(Michele De Lucchi, luglio 1999)

   
 
Michele De Lucchi, con Geert Koster e Ferruccio Laviani, Museo Civico di Groningen. Sezione storica, Groningen (Olanda), 1989 - 1990
Diapositiva, colore, 35mm
 
Michele De Lucchi, con Geert Koster e Ferruccio Laviani, Museo Civico di Groningen. Sezione storica, Groningen (Olanda), 1989 - 1990
Diapositiva, colore, 35mm
 
Michele De Lucchi, con Geert Koster e Ferruccio Laviani, Museo Civico di Groningen. Sezione storica, Groningen (Olanda), 1989 - 1990
Diapositiva, colore, 35mm
 
Michele De Lucchi, con Geert Koster e Ferruccio Laviani, Museo Civico di Groningen. Sezione storica, Groningen (Olanda), 1989 - 1990
Disegno conservato al Groninger Museum, Groningen
Geert Koster, matite colorate su carta
 

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