Riqualificazione della Centrale Enel Torre Valdaliga Nord Civitavecchia
Edifici industriali
Michele De Lucchi
2001
non realizzato
Civitavecchia, Roma (Italia)
Enel Produzione
F. Bulegato, S. Polano, Michele De Lucchi. Comincia qui e finisce là, Electa, 2004
Centrale Civitavecchia, Torre Valdaliga Nord
Proprietà: Enel Produzione
Esecuzione lavori: Enel Power

Progetto architettonico: Michele De Lucchi con con Daniele Rossi e Luca Bellingeri

Progetto preliminare: 2000

Il progetto della Centrale Enel Torre Nord ha riguardato l'inserimento paesaggistico, poi non realizzato secondo progetto.
Enel Produzione si appresta a realizzare una nuova centrale a carbone a Civitavecchia, sostituendo la vecchia centrale ad olio combustibile con una nuova centrale a carbone: torna infatti conveniente riprendere l’uso del carbone in impianti però dotati di nuove tecnologie che permettono un rendimento straordinario, fino a pochi anni fa impensabile per le centrali termoelettriche.

Il sito è chiaramente ideale per una centrale a carbone perché direttamente a ridosso del nuovo porto e attrezzato con banchine private predisposte per l’attracco delle navi carboniere sistemate direttamente in fronte alle torri delle caldaie. Questo vantaggio diventa anche un interessante argomento di progetto dato che il porto non dovrà essere danneggiato dalla presenza di un impianto di così grandi dimensioni.

Il carbone è previsto circolare su giganteschi piani mobili che porterebbero il carbone in un grande serbatoio sistemato sul retro dell’impianto lungo i binari delle ferrovie. Lo spazio della centrale è circoscritto infatti da una parte dal mare e dall’altra verso terra dalla linea ferroviaria Roma-Livorno: queste barriere costringono la morfologia dell’impianto in una stretta fascia di terra essendo impedita l’espansione sia verso mare che verso terra. In realtà tutto il fronte del nuovo impianto è costruito su una penisola artificiale appositamente progettata e i serbatoi e alcuni edifici ausiliari sono stati per forza di cose realizzati oltre i binari: tutta questa parte però è in via di dismissione perché non più necessari alla nuova Centrale.

Tutto l’impianto è costruito su pianta strettamente simmetrica tranne che per il grosso volume del carbonile che si allunga per ben 500 metri lungo la ferrovia verso nord. Al centro della simmetria si erge la grande ciminiera alta 250 metri: alle sue spalle le quattro caldaie ultra super critiche di tipo verticale alte 90 metri. Ancora oltre e che si affaccia direttamente sulla ferrovia la grande sala macchine che contiene le turbine, gli alternatori, la sala controllo e dalla quale si diramano le linee verso i trasformatori e la stazione elettrica.

All’interno dell’edificio caldaia è prevista l’istallazione del sistema di denitrificazione fumi, cioè l’impianto che riduce gli ossidi di azoto. In uscita dalle caldaie i fumi vengono convogliati ad un filtro a manica per la rimozione delle particelle solide. Quindi giungono agli impianti desolforatori che provvedono alla riduzione degli ossidi di zolfo e che sono collocati alle estremità dei pipe rack (condotte dei tubi) sia a sud che a nord. I fumi, una volta desolfarati, possono tornare alla ciminiera per la definitiva espulsione. Ulteriori edifici per il trattamento delle ceneri, del calcare e del gesso e il relativo stoccaggio sono invece collocati sul terreno in fronte al porto.

Necessariamente tutta la Centrale è percorsa da cavi e tubazioni che servono l’intero impianto e che ne automatizzano il funzionamento.

Il nostro primo impegno è stato quello di mettere in ordine il più possibile le forme e le dimensioni degli edifici, senza naturalmente intaccare i meccanismi di produzioni e le convenienze funzionali: abbiamo però soprattutto cercato di intervenire sulle proporzioni abbassando quanto più possibile la percezione di grandezza delle torri. Questo è stato ottenuto in parte utilizzando insistentemente una grafica orizzontale delle facciate, in parte dipingendo i volumi con colori chiari e il più possibile ispirati alle tonalità dell’aria e del cielo.

Tutto questo non avrebbe senso se non fosse accompagnato da una puntigliosa ricerca di integrazione con la natura: abbiamo previsto un terrapieno che annulli l’imponenza del carbonile, soprattutto quando visto dal mare dalle navi in transito dal porto e abbiamo definito specifiche aree per la realizzazione di fronti verdi verso il mare.
Michele De Lucchi, febbraio 2001
   
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
Diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
Diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
Diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 4x6
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
 
Michele De Lucchi, con Daniele Rossi, Centrale Enel Torre Valdaliga Nord, Enel Produzione, Civitavecchia, Roma (Italia), 2001 - non realizzato
 

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