Lampada Aria
Light design
Michele De Lucchi
1997
1997
1998
1998
Enel
Produzione Privata
Italia
Vetro di Murano trasparente e sabbiato
L. 26 cm, p. 26 cm, h. 30 cm
S. Suardi, Michele De Lucchi. Dopotolomeo, catalogo della mostra, Skira, Milano, 2002
Triennale Design Museum, Milano (Italia)
Triennale-Collezione Permanente del Design Italiano, Milano (Italia)
La lampada Aria fu realizzata per Enel nel 1998 in 360 esemplari, numerati e serigrafati, a cui furono aggiunti 12 pezzi speciali, firmati come Prove d'Autore da Michele De Lucchi.
Produzione Privata ha prodotto Aria esclusivamente per Enel che partendo con questa lampada ha inaugurato nel 1998 un interessante programma culturale, che prevede di chiedere ogni anno ad un architetto il disegno di nuove fonti luminose.

La lampada Aria √® stata esposta alla seconda edizione del Triennale Design Museum, dal titolo "Serie Fuori Serie", a cura di Andrea Branzi, dal 21 marzo 2009 al 28 febbriao 2010.

L'ho chiamata Aria perchè questa lampada ha a che fare in qualche maniera con l'immaterialità, l'intangibilità, l'aria.
La fonte luminosa è invisibile, mascherata da due calotte di vetro sovrapposte che filtrano la luce attraverso parti trattate con satinatura e parti lasciate trasparenti.
Il vetro delle calotte è soffiato da maestri soffiatori di Murano e tutta la lampada è realizzata da artigiani veneti.
La forma rimanda vagamente ad una lampadina stilizzata e resa astratta dall'assenza del filamento e del bulbo di avvitamento.
E' rimasto solamente il vetro: la satinatura della calotta esterna maschera la trasparenza della calotta interna modulando la luce con un po' di magia in pi√Ļ.
(Michele De Lucchi, giugno 1998)

   
 
Michele De Lucchi, con Alberto Nason, Lampada Aria, Produzione Privata, 1998
Ph. Luca Tamburlini, diapositiva, colore, 10x12
 
Michele De Lucchi, con Alberto Nason, Lampada Aria, Produzione Privata, 1998
Michele De Lucchi, matita su carta, dicembre 1997
 
Michele De Lucchi, con Alberto Nason, Lampada Aria, Produzione Privata, 1998
Michele De Lucchi, matita su carta, marzo 1998
 

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