discorso del Designer in Generale
sulla ricerca architettonica
sulla mia Produzione Privata
sull’ecologia del design
sul disegno a mano libera
sulla luce
sul progetto del Traliccio Enel
su Memphis
sulla nuova immagine delle Poste Italiane

 


su Memphis

Parlavamo con Isozaki, Kuramata, Umeda a Tokyo, con Graves a New York, con Mariscal a Barcellona, con Hollein a Vienna, sembrava che improvvisamente tutto il mondo si fosse combinato attorno a questa cosa e che tutti fossero d'accordo sul bisogno di fare la Memphis. In realtĂ  c'era un sacco di gente che non era affatto d'accordo ma tutti noi, che vivevamo attorno a Ettore, ci sentivamo i fortunati possessori della veritĂ  e ci sembrava che tutti gli altri fossero miserabili.

E' stato l'evento che mi ha scrollato di dosso le convenzioni e i pregiudizi che, credendo di far bene, mi ero costruito addosso nei primi anni di lavoro: che fortuna è stata per me la Memphis! Mi ha insegnato il valore della provocazione, il senso di cercare sempre qualcosa di nuovo e diverso, l'importanza di mettere sempre tutto in discussione, le consuetudini soprattutto e non solo quelle estetiche-formali, la consapevolezza che una qualche rivoluzione la si può fare anche disegnando piatti, tavoli e sedie...

Michele De Lucchi
3 September 2001